Covid-19, dal 4 maggio comincia la FASE 2

8 maggio 2020

Assenze dal lavoro, Lavoro dipendente, Rapporto di lavoro, Salute e sicurezza
Il nuovo DPCM 26 aprile 2020 consente la ripresa delle attività manifatturiere, delle costruzioni, di intermediazione immobiliare e del commercio all’ingrosso .

 

Il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM del 26 aprile 2020), in Gazzetta Ufficiale nr. 108 del 27 aprile, introduce ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da covid-19, per il periodo dal 4 maggio al 17 maggio 2020.

 

Le previsioni del precedente DPCM, quello del 10 aprile 2020, sono abrogate.

 

 

 

LIMITAZIONI ALLA MOBILITA’ DELLE PERSONE

 

Sono sempre consentiti gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, ma entro i confini regionali.

Gli spostamenti in una regione diversa sono consentiti solo per esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

 

Si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti.

Come precisato dalle FAQ pubblicate sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per congiunti deve intendersi: “i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge).”

 

Non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto.

 

L’attività sportiva e motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente, a meno che non si tratti di persone conviventi. A partire dal 4 maggio l’attività sportiva e motoria all’aperto sarà consentita non più solo in prossimità della propria abitazione. Sarà possibile la presenza di un accompagnatore per i minori o per le persone non completamente autosufficienti. È obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di almeno due metri, se si tratta di attività sportiva, e di un metro, se si tratta di semplice attività motoria. In ogni caso sono vietati gli assembramenti. Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività.

Non è consentito svolgere attività motoria o sportiva fuori dalla propria Regione.

 

E stato nel frattempo adottato un nuovo modello di Autocertificazione.

 

Sono sempre sospesi servizi educativi per l’infanzia, attività scolastica e corsi di formazione, come le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri benessere, centri culturali, centri sociali.

 

Riaprono infine parchi e giardini pubblici, ma nel rispetto delle prescrizioni sanitarie ed evitando gli assembramenti. Resta garantita ai sindaci la facoltà di chiuderli nuovamente qualora il divieto di assembramento non possa essere garantito.

 

Diventa obbligatorio l’uso della mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, quali mezzi di trasporto pubblico ed esercizi commerciali.

 

E’ possibile celebrare funerali con un numero di partecipanti massimo fissato in 15 persone, indossando le mascherine protettive e possibilmente all’aperto.

 

 

 

ATTIVITA’ LAVORATIVE

 

Riprendono le attività manifatturiere, di costruzioni, di intermediazione immobiliare e il commercio all’ingrosso. Restano ancora sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, e quelle inerenti i servizi alla persona (parrucchieri, barbieri, estetisti) diversi da lavanderie, tintorie e pompe funebri.

E’ consentita la ristorazione con asporto (resta il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali o nelle immediate vicinanze) e la consegna a domicilio.

 

Particolari prescrizioni sono ora previste per gli studi e le attività professionali, a prescindere dalla forma giuridica con cui vengono svolte:

 

  • massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • incentivare ferie e congedi retribuiti per i dipendenti;
  • adozione di protocolli anti-contagio e, laddove non fosse possibile
  • rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, utilizzo dei dispositivi di protezione individuale;
  • incentivare sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando gli ammortizzatori sociali.

 

Restano aperti i tabaccai, le edicole, le farmacie e le parafarmacie.

Restano garantiti i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare.

 

Per attività produttive sospese dalle norme contenute nel nuovo DPCM è ammesso l’accesso ai locali aziendali del personale dipendente (o di terzi delegati) per lo svolgimento dell’attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti, pulizia e sanificazione.

Le stesse possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza.

 

Le attività che non sono sospese sono elencate negli Allegati al DPCM, numeri 1, 2 e 3.

 

Le attività commerciali non sospese devono rispettare i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro, contenuto nell’Allegato 5 al DPCM del 26 aprile 2020. In particolare deve essere assicurato il mantenimento, in tutte le attività, del distanziamento sociale e la pulizia e l’igiene ambientale almeno due volte al giorno e in funzione dell’orario di apertura.

È inoltre obbligatorio far rispettare le misure anticontagio, come l’ingresso uno alla volta nei piccoli negozi e l’accesso regolamentato e scaglionato nelle strutture di più grandi dimensioni, l’uso di mascherine e guanti per i lavoratori e quello del gel per disinfettare le mani e dei guanti monouso per i clienti dei supermercati, da mettere a disposizione vicino alle casse e ai sistemi di pagamento, nonché, ove possibile, percorsi diversi per entrate e uscite.

 

Le attività produttive non sospese devono assicurare il distanziamento sociale, gli ingressi in modo dilazionato, che non si sosti nei locali più del tempo necessario all’acquisto.

In particolare, devono essere rispettati i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro, contenuto nell’Allegato 6 al DPCM del 26 aprile 2020.

 

Per il settore edile e delle costruzioni, per e quello del trasporto e della logistica sono previsti specifici protocolli per il contenimento della diffusione del virus (allegati 7 e 8).

 

Con aggiornamento degli allegati al DPCM del 26 aprile 2020 è stato consentito la riapertura, con decorrenza 6 maggio 2020, delle seguenti attività:

 

  • commercio al dettaglio di natanti e biciclette
  • noleggio di autocarri, veicoli pesanti, macchinari e attrezzature
  • conservazione e restauro di opere d’arte
  • tolettatura degli animali da compagnia.

 

MISE, DM 4/5/2020

 

La violazione delle prescrizioni richiamate nei protocolli di sicurezza comporta l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie, salvo che il fatto contestato costituisca reato (art. 4 DL 19/2020).

La verifica dell’eventuale sussistenza degli estremi di un illecito penale deve fare riferimento alle disposizioni in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (DLgs. 81/2008).

 

Per talune ipotesi di violazione delle misure dettate per evitare la diffusione del contagio, è possibile, già all’atto dell’accertamento, disporre la chiusura provvisoria dell’attività per una durata non superiore a 5 giorni (art. 4, c. 4, D.L. 19/2020).

 

 

 

 

Ulteriori approfondimenti sono consultabili alla pagina web dedicata alle domande frequenti (FAQ) sulla c.d. FASE 2, tenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

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