Covid-19, prorogate al 3 maggio 2020 le misure anti-contagio

14 aprile 2020

Assenze dal lavoro, Lavoro dipendente, Rapporto di lavoro, Salute e sicurezza
Il nuovo DPCM del 10 aprile proroga al 3 maggio 2020 le misure restrittive già adottate con provvedimenti precedenti consentendo però l’apertura di talune attività.

 

Prorogata dal DPCM del 10/4/2020 fino al 3 maggio 2020 la vigenza di talune norme introdotte in precedenza per contenere e contrastare la diffusione del covid-19.

 

Fra le altre, quelle previste dalle seguenti norme:

 

> D.L. 19 del 25/3/2020

> MISE, Decreto del 25/3/2020

> DPCM del 10/4/2020

> DPCM del 1/4/2020

> DPCM del 22/3/2020

> DPCM del 11/3/2020

> Ordinanza del Ministro della salute e del Ministro dell’interno del 22/3/2020

> Ordinanza del Ministro della salute del 20/3/2020

 

 

 

Sulle attività produttive che possono continuare ad essere svolte

 

Il nuovo DPCM del 10 aprile 2020, aggiorna l’elenco delle attività produttive che possono essere svolte dal 14 aprile 2020, consentendo la riapertura di

 

  • librerie e cartolerie,
  • esercenti il commercio al dettaglio di prodotti di abbigliamento per bambini e neonati,
  • esercenti il commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini,
  • esercenti il commercio al dettaglio di articoli di profumeria,
  • esercizi non specializzati di computer, i rivenditori di periferiche, apparecchiature per le telecomunicazioni, elettronica audio e video ed elettrodomestici,
  • esercizi specializzati per prodotti medicali e ortopedici,
  • esercenti il commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia,
  • ferramenta,

 

Sul fronte della prevenzione, al fine di evitare che la graduale ripresa delle attività porti a una ripresa dei contagi, tutti gli esercizi commerciali dovranno assicurare il mantenimento del distanziamento sociale, garantire pulizia e igiene ambientale almeno due volte al giorno e in funzione dell’orario di apertura.

Sarà obbligatorio l’uso di mascherine nei luoghi chiusi e in tutte le fasi lavorative ove non sia possibile osservare il distanziamento sociale, nonché l’utilizzo dei guanti usa e getta.

Inoltre, gli accessi agli esercizi commerciali dovranno essere scaglionati attraverso un ampliamento delle fasce orarie, consentendo l’entrata di una sola persona alla volta con un massimo di due operatori nei locali fino a 40 metri quadrati.

 

Resta sempre possibile lo svolgimento

 

  • delle attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività ammesse;
  • delle attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali;
  • delle attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria, dispositivi medico-chirurgici, prodotti agricoli e alimentari e ogni altra attività funzionale a fronteggiare l’emergenza;
  • delle attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto;
  • delle attività aerospaziali e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto.

 

 

 

Sulla mobilità delle persone fisiche

 

È sempre vietato ogni spostamento delle persone fisiche, salvo che per quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità all’interno del territorio comunale o per motivi di salute.

Continuano pertanto a non esistere restrizioni per la mobilità dei lavoratori e delle merci.

 

E’ stato però disposto il divieto di spostamento con qualsiasi mezzo al di fuori del comune in cui ci si trova, salvo che per comprovate esigenze di lavoro, assoluta urgenza e motivi di salute.

Rientrano, ad esempio, in tale casistica gli spostamenti al di fuori del comune per esigenze lavorative in mancanza, nel luogo di lavoro, di una dimora alternativa a quella abituale, o gli spostamenti per l’approvvigionamento di generi alimentari nel caso in cui il punto vendita più vicino e/o accessibile alla propria abitazione sia ubicato nel territorio di altro comune.

> Ordinanza del Ministro della salute e del Ministro dell’interno del 22/3/2020

 

Non è più previsto quale ulteriore motivo valido per lo spostamento il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

 

La persona che si sposta per una delle ragioni sopra indicate, deve attestarne il motivo attraverso un’autodichiarazione, nuovamente aggiornata il 26 marzo scorso, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti, durante il controllo, dalle forze di polizia.

 

Ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5°C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante. Vige poi il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione per i soggetti sottoposti a quarantena o risultati positivi al virus.

 

Resta vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

> DPCM 9 marzo 2020

 

E’ sempre vietato l’accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici; non si potrà svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto. E’ consentito però svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno 1 metro da ogni altra persona.

Rimane confermata la chiusura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade.

> Ordinanza Min. Salute 20 marzo 2020

 

Sono altresì confermate le norme che regolano gli ingressi in Italia tramite trasporto aereo, marittimo, lacuale, ferroviario o terrestre, adottate con l’Ordinanza del Ministro della Salute e del Ministro dei Trasporti del 28 marzo 2020.

 

Con decorrenza 4 aprile 2020, sono previste deroghe al divieto di allenamenti degli atleti, professionisti e non, all’interno degli impianti sportivi di ogni tipo, introdotte dal DPCM 8 marzo 2020, art.1, lett. d).

E’ consentito infatti lo svolgimento delle sedute di allenamento degli atleti professionisti e di categoria assoluta che partecipano ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico.

 

> DPCM 1/4/2020

 

 

 

Sulle ulteriori misure che potranno essere adottate

 

Nel nuovo Decreto Legge nr. 19 del 25/3/2020 si prevede, tra l’altro che, al fine di contenere e contrastare i rischi sanitari e il diffondersi del contagio, possano essere adottate una o più tra le misure previste dal decreto stesso, su specifiche parti del territorio nazionale o sulla totalità di esso, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a 30 giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al termine dello stato di emergenza, fissato al 31 luglio 2020 dalla delibera assunta dal Consiglio dei Ministri il 31 gennaio 2020.

 

In particolare si prendono in considerazione specifiche limitazioni quali:

 

  • la limitazione della circolazione delle persone, il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione peri soggetti in quarantena perché contagiati e la quarantena precauzionale per le persone che hanno avuto contatti stretti con soggetti contagiati;
  • la sospensione dell’attività, la limitazione dell’ingresso o la chiusura di strutture e spazi aperti al pubblico quali luoghi destinati al culto, musei, cinema, teatri, palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, impianti sportivi, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi, parchi, aree gioco, strade urbane;
  • la limitazione, la sospensione o il divieto di svolgere attività ludiche, ricreative, sportive e motorie all’aperto in luoghi aperti al pubblico, riunioni, assembramenti, congressi, manifestazioni, iniziative o eventi di qualsiasi natura;
  • la sospensione delle cerimonie civili e religiose e la limitazione o la sospensione di eventi e competizioni sportive, anche se privati, nonché di disciplinare le modalità di svolgimento degli allenamenti sportivi all’interno degli stessi luoghi;
  • la possibilità di disporre o di affidare alle competenti autorità statali e regionali la riduzione, la sospensione la soppressione dei servizi di trasporto di persone e di merci o del trasporto pubblico locale;

la sospensione o la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia, delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni di formazione superiore;

  • la limitazione o la sospensione delle attività delle amministrazioni pubbliche, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
  • la limitazione, la sospensione o la chiusura delle attività di somministrazione o consumo sul posto di bevande e alimenti, delle fiere, dei mercati e delle attività di e di quelle di vendita al dettaglio, garantendo in ogni caso un’adeguata reperibilità dei generi alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone;
  • la limitazione o la sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo;
  • la possibilità di applicare la modalità di lavoro agile a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in deroga alla disciplina vigente;
  • l’obbligo che le attività consentite si svolgano previa assunzione di misure idonee a evitare assembramenti di persone, di garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e, per i servizi di pubblica necessità, laddove non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, previsione di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti di protezione individuale.

 

Il decreto, inoltre, disciplina le procedure per l’adozione di tali misure, prevedendo che siano introdotte con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della salute o dei Presidenti delle regioni interessate, nel caso in cui riguardino una o alcune specifiche regioni, o del Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale.

 

È previsto che, nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro della salute possa introdurre le misure di contenimento con proprie ordinanze. Inoltre, per specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario, i Presidenti delle regioni possono emanare ordinanze contenenti ulteriori restrizioni, esclusivamente negli ambiti di propria competenza.

 

 

Sulle Sanzioni

 

Il mancato rispetto delle predette misure è punito con una sanzione amministrativa da 400 a 3.000 euro.

Sono state infatti depenalizzate le violazioni alle precedenti norme restrittive su obblighi e divieti per il contenimento del contagio. Per le violazioni pregresse, decadendo ogni accusa di reato, sarà applicata la sanzione pecuniaria in misura ridotta alla metà del minimo.

Per gli esercizi di vendita al dettaglio, le attività produttive e professionali che rimarranno aperte contravvenendo all’obbligo di chiusura è prevista la sanzione amministrativa accessoria della chiusura da 5 a 30 giorni.

 

In caso di reiterata violazione della stessa disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.

 

La violazione intenzionale del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone

sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è punita con la reclusione da 1 a 5 anni.

 

 

Ulteriori approfondimenti sono consultabili alla pagina web dedicata alle domande frequenti (FAQ) tenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

 

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