Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro

9 febbraio 2018

Lavoro dipendente, Rapporto di lavoro, Salute e sicurezza, Sanzioni
In vigore dal 4 novembre 2016, la Legge 199/2016 ha previsto, non solo in agricoltura, un inasprimento delle pene in caso di intermediazione illecita di manodopera e sfruttamento del lavoro

 

In vigore dal 4 novembre 2016, la Legge 199/2016 prevede, non soltanto in agricoltura, un inasprimento delle pene in caso di intermediazione illecita di manodopera e sfruttamento del lavoro, soprattutto per quanto riguarda la responsabilità del datore di lavoro, attraverso la modifica dell’articolo 603-bis del Codice penale.

Si prevede, tra l’altro, l’arresto obbligatorio in flagranza di reato, la confisca dei beni, in alcuni casi e l’applicazione di un’attenuante in caso di collaborazione con le autorità.

INDICE DI SFRUTTAMENTO

Occorre considerare la sussistenza di una o più delle seguenti condizioni (affidate alla discrezionalità del magistrato):

  • reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali
  • reiterata violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie
  • sussistenza di violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro
  • sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, a metodi di sorveglianza o a situazioni alloggiative degradanti.

Perché sia contestata la condotta illecita non è quindi necessario che la manodopera sia in nero.
E’ sufficiente che il datore di lavoro approfitti dello stato di bisogno del lavoratore, anche se regolarmente assunto.

REGIME SANZIONATORIO

E’ prevista la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato

  • per chi recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori ( c. d. caporalato );
  • per chi utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante la suddetta attività di intermediazione, sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno.

Se i fatti sono commessi mediante violenza o minaccia, si applica la pena della reclusione da cinque a otto anni e la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.

> Art. 380, Codice Procedura Penale

Costituiscono aggravante specifica (con aumento della pena da un terzo alla metà):

  • il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre
  • il fatto che uno o più dei soggetti reclutati siano minori in età non lavorativa
  • aver commesso il fatto esponendo i lavoratori sfruttati a situazioni di grave pericolo, avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro.

Qualora il lavoratore sia impiegato senza una regolare assunzione si rende applicabile anche la c. d. MAXISANZIONE per lavoro nero.

CONFISCA DEI BENI

A carico dell’impresa che ha utilizzato, assunto o impiegato manodopera a condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori, è previsto il sequestro.
Qualora l’interruzione dell’attività imprenditoriale comporti ripercussioni negative sui livelli occupazionali, o comprometta il valore economico del complesso aziendale, è previsto il ricorso al controllo giudiziario.

 

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